Dalla baracca alla tenda
Continua la protesta di Zarrelli
che riempie Piazza Municipio di cartelloni e striscioni
Martedì 12 settembre.
C’è aria di guerra al comune. Proprio sotto i cancelli
della Casa Comunale c’è una tenda, circondata da striscioni,
cartelloni, articoli di giornale e un uomo, seduto all’ingresso
di essa, attira l’attenzione dei trafelati passanti , che
hanno appena il tempo di lanciare un fugace sguardo a quello spettacolo
insolito. Si tratta del ormai celebre Giulio Zarrelli, celebre perché
ormai su di lui e sul suo caso c'è una vasta letteratura
televisiva e giornalistica che lo stesso Zarrelli non fa fatica
ad ostentare. Si tratta di un baraccato, residente nei campi containers
di via Arena da moltissimi anni, che tutt’oggi non ha ancora
una casa. Ospite RAI alla trasmissione i fatti vostri, ospite di
molti quotidiani e periodici, in corrispondenza epistolare addirittura
con la Presidenza della Repubblica, il nostro celebre e sfortunato
concittadino non ha ancora risolto il problema. Sembra che a scatenare
la protesta, questa volta sia stata una bolletta ENEL di circa sei
milioni e passa. Si, cari lettori, avete letto bene: un baraccato
che si è visto recapitare via posta un bollettino di conto
corrente che segnava un importo da pagare con sei zeri e si è
visto (piove sempre sul bagnato) disattivare il contatore ENEL.
“Prima almeno - afferma un’agguerrita baraccata che
appoggia nella protesta lo Zarrelli - l’Amministrazione comunale
contribuiva per il 70 % al pagamento delle spese ENEL, ora neanche
quello”. Il nostro Zarrelli, che a detta del sindaco non sarebbe
in graduatoria per l’assegnazione di uno degli alloggi realizzati
nel dopo-terremoto perché non in possesso dei requisiti richiesti,
è spalleggiato da energici coinquilini (anch’essi
abitanti dei containers) che si lamentano per la disumana e stupida
burocrazia che li ha di fatto esclusi dalla lista degli aventi diritto
ad una casa. Sembrerebbe, infatti, che la mancanza di requisiti
di cui ci parlava il Sindaco, non sia altro che un cavillo, un vizio
formale, un errore nella compilazione del modulo di richiesta, o
per qualche altro, addirittura, un ritardo nella consegna del modulo
stesso. Se così fosse, la stupidità burocratica avrebbe
raggiunto la vetta dell’assurdo e del paradossale. Il Sindaco
, nonostante tutto, si starebbe attivando per trovare una soluzione,
per scrivere l’epilogo di una storia che dura ormai da troppo,
troppo tempo.
Da 'Afragola oggi' del
12-09-1995
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