La tassa che puzza
Proteste di centinaia di cittadini
per una tassa impossibile da pagare in tempo.
Centinaia di cittadini afragolesi
si sono trovati alle strette e in grave difficoltà di fronte
ad un nuovo episodio di disamministrazione. La storia ha inizio
nel lontano 1992.
In quell’anno molti cittadini, infatti, pagavano alcune rate
relative alle tasse per la rimozione dei rifiuti soldi urbani. Non
hanno, però, potuto ultimare il pagamento in quanto si verifica,
in quell’anno, un passaggio di gestione tra la SERIT Roma,
che gestiva il servizio di esattoria, e il Banco di Napoli, che
ne assumeva la gestione. Gli utenti che si recavano agli sportelli,
infatti, si vedevano rifiutare il pagamento. Furono rassicurati
che la cartella esattoriale, relativa all’anno in questione,
sarebbe stata successivamente notificata.
Il tutto si è, ovviamente verificato, ma il tempo a disposizione
per il pagamento è stato a dir poco comico.
Mercoledì 19 aprile, davanti all’ufficio esattoriale
c’era una fila composta da diverse centinaia di arrabbiatissimi
cittadini.
“E’ pazzesco - afferma Antonio Di Costanzo, un utente
indignato per quello che si era verificato in quei giorni. Ho ricevuto
la notifica di pagamento il giorno 14 aprile, nel pomeriggio del
Venerdì santo. Sulla notifica era specificato che si avevano
solo cinque giorni per il pagamento; superato tale termine si andava
in mora. Ovviamente - continua il nostro interlocutore - Sabato
santo l’ufficio era chiuso, Domenica di Pasqua e Lunedì
di Albis manco a parlarne e, come se non bastasse, Martedì
gli impiegati dell’ufficio erano in sciopero. Rimane solo
oggi (Mercoledì dopo Pasqua) ma la fila è talmente
lunga che è tecnicamente impossibile riuscire a pagare prima
dell’orario di chiusura”.
“Non è possibile agire in questo modo - grida Francesco
Leone, un vecchietto settantaquattrenne esaurito per l’interminabile
attesa di un estenuante e chilometrica fila. E’ la terza volta
che vengo qui per cercare di pagare. Ora se non riesco ad arrivare
allo sportello prima che questo chiuda, la colpa non è mia.
Non posso pagare un sacco di soldi in più di mora (circa
il 30% n.d.r) per un disservizio di cui non ne sono assolutamente
colpevole”.
“Sono degli usurai - borbotta un altro vecchietto avvelenatissimo.
E’ possibile che nessuno intervenga?”.
Da 'Afragola Oggi'
del 19-04-94
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